"Prima di arrivare nell'azienda per cui lavoro ora", racconta Mauro, 37 anni, ingegnere a Trento, "ero abituato a portare avanti i miei progetti da solo. Adesso, invece, ho un staff con cui collaboro e, spesso, è molto difficile stare a stretto contatto con i colleghi: litigano per niente, non fanno proposte costruttive, parlano male l'uno dell'altro... Insomma perdono tanto tempo senza raggiungere gli obiettivi che il management ci chiede di raggiungere!". Incomprensioni, delusioni e pochi risultati possono demotivare chi si appresta a lavorare in team per la prima volta, come nel caso di Mauro. Ma è davvero così difficile diventare una squadra?
"Può capitare di non riuscire a vedere l'opportunità che si nasconde dietro a un vero lavoro di gruppo", dice Chiara Ferrario, psicologa e psicoterapeuta a Milano. "Ogni persona, infatti, oltre avere competenze professionali, porta al team anche le sue competenze trasversali, cioè il suo modo di dialogare con gli altri, la sua capacità di comunicare, il sapere valorizzare il lavoro d'équipe...", spiega Ferrario. Purtroppo, però, sentimenti come l'invidia, o la frustrazione personale possono, inconsapevolmente, ricadere sui colleghi. "Lasciare da parte le energie negative che potrebbero influenzare il lavoro di gruppo, non è sempre facile. Soprattutto quando si è ancora insicuri e non si è raggiunta una buona autostima", continua Ferrario, "Ma quando l'obiettivo è chiaro, raggiungerlo diventa più semplice. Si deve, però, riuscire a condividerlo veramente: il team deve essere motivato, credere che quel progetto abbia un senso e andrà a buon fine...". Come fare, allora, a raggiungere questa armonia? Ecco i consigli dell'esperta.
Antonella De Minico
Sapere condividere l'obiettivo
Cercate di essere chiari sin dall'inizio: focalizzate l'obiettivo che volete raggiungere e condividetelo con i vostri collaboratori. E ricordate loro che, quando si lavora in team, il risultato finale è del gruppo e non individuale. Inoltre, provate a fare brainstorming, cioè ascoltare le idee dei colleghi, senza pregiudizi. Potreste avere ulteriori spunti di riflessione dalle loro parole e, magari, valutare un percorso alternativo per arrivare al traguardo. Evitate, quindi, di essere frettolosi nelle valutazioni e cercate di stimolare i vostri collaboratori al dialogo. Un beneficio per tutti...
Ogni volta che ti ritrovi nelle stesse dinamiche chiediti se il tuo passato ti sta tenendo in scacco...
Stato di perturbazione provocato da un’aggressione
Inizialmente lo stress è stato definito come una risposta fisiologica dell’organismo a una situazione faticosa, pericolosa o angosciante. Il corpo produce allora ormoni specifici. La nozione è stata ulteriormente ampliata a ogni stato di alterazione provocato dalla presenza di un pericolo, una minaccia fisica o psichica, un ambiente difficile. Si parla di stress per un esame, una rottura sentimentale, una competizione, un incidente, per il rumore o l’inquinamento. A priori questo stato non ha nulla di patologico.