"Abbiamo appena adottato un cucciolo di circa tre mesi", racconta Adele, 29 anni, impiegata a Empoli. "In famiglia siamo tutti felici, ma purtroppo Jolly, il nostro cane, è piuttosto indisciplinato: quando lo chiamiamo non ci ascolta e quando lo portiamo a fare la passeggiata non ne vuole sapere di seguirci…".
"Il cane è un partner e un compagno di vita", spiega Sabrina Giussani, Medico Veterinario Comportamentalista a Milano: "Per creare un legame con lui è necessario riconoscerlo come un individuo diverso da noi ma capace, a modo suo, di comunicare e di rivestire diversi ruoli all'interno della coppia". "Per prima cosa", continua Giussani, "dobbiamo proporgli numerose attività, in modo da diventare per lui un polo di interesse". Ecco alcuni consigli per creare un legame sempre più costruttivo con il nostro pet, educarlo e farlo diventare a tutti gli effetti un membro della famiglia.
Beatrice Inzaghi
Cercare un linguaggio comune
L'animale e l'uomo si esprimono in modo diverso. Per rapportarci con lui dobbiamo adottare una postura e un tono di voce precisi. Se, per esempio, volete far ritornare il vostro amico a quattro zampe da voi, provate ad accucciarvi a terra e chiamatelo per nome con un tono di voce pacato. In questo modo gli trasmetterete tranquillità e lo invoglierete ad avvicinarsi. Inoltre, per facilitare l'apprendimento cercate di ricompensare il vostro cane con un bocconcino appetitoso una volta tornato da voi. Richiamare il cucciolo assumendo la postura alta, cioè in piedi con le braccia appoggiate sui fianchi e utilizzando un tono di voce autoritario, invece, indica al piccolo di allontanarsi poiché il partner umano è arrabbiato. L'apprendimento costruito con l'utilizzo della punizione (postura alta, voce autoritaria e punizioni fisiche) non solo è instabile ma porta alla nascita di una relazione conflittuale fondata sulla paura.
Nonostante tutto quello che ci circonda abbiamo il grosso potere di decidere come reagire...
Pratica terapeutica
Pratica terapeutica fondata dall’americano Nathan Ackerman che affronta i sintomi di uno dei membri della famiglia o della coppia in rapporto alla sofferenza di tutti gli altri.
Correnti e metodi diversi sono sorti sia in Europa che negli Stati Uniti, il più noto dei quali è quello della “ terapia familiare sistemica ’, apparso agli inizi degli anni Sessanta nella scuola di Palo Alto sotto l’impulso di Gregory Bateson.
Il metodo consiste nella decodificazione delle interazioni verbali ed emotive del gruppo, nei giochi di ruolo, nel lavoro di comunicazione.